Orietta Berti, "sono regina dei tormentoni da sempre, ma oggi siamo troppi"

2026-06-01 HaiPress

(di Claudia Fascia)

Orietta,buongiorno,disturbiamo? "Ma

no,sono appena stata ad Assisi per lo show di Carlo Conti su

Rai1,Con il Cuore,ora sono a Malta per un concerto,domani

torno e vorrei festeggiare il mio compleanno con la famiglia. E

poi sarò impegnata con i live in estate,ma devo anche pensare

al disco che uscirà a Natale per celebrare i 60 anni di carriera

che sembrano tantissimi ma sono volati. Li ho vissuti bene e

rifarei anche gli sbagli perché fanno parte del percorso. E poi

ho in programma un cofanetto per l'anno prossimo". Orietta Berti

è inarrestabile,infaticabile,e piena di voglia di fare e di

cimentarsi con progetti e idee sempre nuove. E i compleanni sono

l'occasione per stare con i cari,non più un conto da tenere.


"Fermarmi? Per carità,io mi stanco di più se sono a casa,con i

fiori da innaffiare tutti i giorni,i gatti da curare. Finché

avrò voce ed energia andrò avanti. Per me il lavoro è vita.


Anzi,ogni tanto sono i miei collaboratori a mettere un freno a

tutte le idee che vorrei mettere in pratica". A una cosa finora

ha detto no: "uno special tv su di me. Non mi va di fare una

cosa solo per ricantare le canzoni di una volta". L'ultima

"impresa" con la quale si è cimentata è il singolo QCPF,con la

star di Twitch Il Rosso e Iaem,un'artista e realtà virtuale

generata interamente dall'intelligenza artificiale. Un brano che

strizza l'occhio all'estate e che la vede nuovamente

collaborare,dopo Fedez,Achille Lauro,Fabio Rovazzi,con un

artista della scena contemporanea. E anzi,mettendosi ancora

più in gioco,confrontandosi con l'IA,croce e delizia dei tempi

moderni. "Per noi artisti è diventato uno strumento fondamentale

- dice all' l'Orietta nazionale,che di certo non appartiene

alla ipertecnologica generazione Z -. Per me è utile quando devo

imparare un nuovo brano: la utilizzo nei provini con la mia

tonalità,invece che con quella degli autori uomini. Invece Iaem

è ineguagliabile,intonatissima. E con lei ho anche imparato a

respirare meglio. A chi dice che porta via il lavoro,rispondo

che non è vero: servono sempre tecnici per farla funzionare. Poi

è come il fuoco: può essere usata così,come un focalare

familiare,o per appiccare incendi devastanti se usata nelle

guerre".


Il Rosso invece è in carne ed ossa e lo ha conosciuto tramite

Fabio Rovazzi. "Gli ho proposto tre brani e lui ha scelto

questo. Finirà nel disco di inediti che esce a dicembre per i 60

anni di carriera. Ci sto lavorando e sicuramente ci saranno

altri feat. Tanti giovani si propongono,vediamo. Le cose

cambiano velocemente nella discografia di oggi",aggiunge

Orietta che è stata riscoperta anche dalle nuove generazioni.


Vera e propria icona pop. "Tutto è cambiato a Sanremo del 2021,

quando ho conosciuto Fedez e Achille Lauro e insieme poi abbiamo

fatto Mille. Fu travolgente: conta 300 milioni di

visualizzazioni. E in tanti sono andati a riscoprire cose che a

volte neanche io ricordo di aver fatto,come L'estate ripresa

nel film Il Maestro con Pierfrancesco Favino". L'inizio dei

tormentoni estivi,vedi ad esempio alla voce Cabaret e La

Discoteca Italiana con Rovazzi,che le è valso anche il titolo

di regina dei tormentoni e svariati dischi d'oro e di platino

("i cimeli? Sono tutti in mrda"). "Ma io c'ero già abituata,

fin da quando ho iniziato. Basti pensare a Finché la barca va,

L'altalena o Tipitipì. La differenza tra ieri e oggi? Ora i

brani sono più distensivi,non puoi fare tonalità vertiginose

perché la gente deve cantare. Prima le canzoni dovevano mettere

in evidenza la vocalità del cantante. E poi oggi ce ne sono

tante,tantissime. Come tanti sono anche i canali di diffusione,

però siamo in troppi. Ogni settimana escono 70 canzoni nuove".


Eppure lei è riuscita a mantenere il passo. "Bisogna adeguarsi,

far uscire un singolo ogni 3-4 mesi,scegliere i feat. Io poi mi

produco da sola da molto tempo e per certi versi è ancora più

difficile senza major alle spalle".


Tornando a QCPF,scritta e prodotta da Danti,"è un brano che

parla d'amore. Sono i semi delle carte francesi a rappresentare

vari momenti: i quadri sono l'amore platonico,insicuro che non

si approccia,i cuori l'amore della passione,picche quello

travagliato che se ne va,i fiori quello romantico,tipico

dell'adolescenza e della tarda età: tenero dolce,molto

sensibile. Io? Mi sento decisamente fiori". Ma l'Orietta che da

sei decadi sale sul palco riesce ancora ad emozionarsi? "Sì,

sempre. Ogni volta che vado a cantare in tv,che si accende

quella lucina e hai paura di stonare o di non ricordare il

testo. Ma il mio spazio preferito sono le piazze: lì mi

diverto". Emozioni ma anche sogni: "Uno in particolare. Tornare

nell'albergo di ghiaccio in Lapponia,ma Osvaldo non mi vuole

accompagnare. Ho chiesto anche a Mara Maionchi,ma mi ha preso

per pazza. E poi anche in Malesia,dove sono stata recentemente

per una puntata di Money Road. Sono grata al mio lavoro perché

mi ha dato la possibilità di vedere tanto".


Disconoscimento: questo articolo è stato ristampato da altri supporti e ha lo scopo di trasmettere più informazioni. Tutte le risorse di questo sito sono raccolte su Internet e lo scopo della condivisione è per l'apprendimento e il riferimento di tutti. In caso di violazione del copyright o della proprietà intellettuale, lasciaci un messaggio.